Germania e Giappone accelerano sulla cooperazione in materia di difesa, con l’obiettivo di rafforzare l’interoperabilità tra le rispettive forze armate e rispondere a un contesto di sicurezza globale sempre più instabile. È quanto emerso dall’incontro a Tokyo tra il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius e quello nipponico Shinjiro Koizumi, che hanno annunciato un ampliamento delle attività congiunte e l’avvio di discussioni su un possibile accordo sulle “visiting forces”, volto a facilitare il dispiegamento reciproco di truppe.

La mossa si inserisce in una più ampia strategia di avvicinamento tra i due Paesi, entrambi alleati degli Stati Uniti, che condividono la lettura secondo cui la sicurezza europea e quella dell’Indo-Pacifico sono sempre più interconnesse. In questo quadro, Berlino guarda con crescente attenzione alla regione, mentre Tokyo punta a diversificare i propri partenariati oltre l’ombrello statunitense.

Sul piano operativo, le due parti intendono rafforzare consultazioni regolari e ampliare la portata delle esercitazioni congiunte, riducendo al contempo gli ostacoli burocratici. L’obiettivo è rendere più fluido lo scambio di personale e il coordinamento in caso di crisi, anche attraverso strumenti giuridici che facilitino l’uso reciproco delle infrastrutture militari.

Parallelamente, emerge con forza la dimensione industriale della cooperazione. La visita di Pistorius è stata accompagnata da una delegazione di aziende della difesa tedesche, segnale della volontà di Berlino di coniugare partenariato strategico e opportunità economiche. Tra i settori di interesse figurano droni, sistemi anti-drone, difesa aerea e tecnologie quantistiche, mentre sono già in corso contatti su progetti specifici come il programma Eurodrone.

Il rafforzamento dei legami si inserisce anche nel contesto delle lezioni apprese dal sostegno all’Ucraina, che ha evidenziato la necessità di aumentare le capacità produttive nel settore della difesa. In questo senso, la cooperazione tra Germania e Giappone potrebbe estendersi a tutti i principali sistemi d’arma.

Resta invece sullo sfondo il possibile coinvolgimento tedesco nel Global Combat Air Program, il progetto congiunto tra Giappone, Regno Unito e Italia per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione. Berlino continua infatti a concentrarsi sul programma FCAS con Francia e Spagna, nonostante le difficoltà.

Sul piano della politica internazionale, l’intensificazione della cooperazione riflette le preoccupazioni condivise per la crescente assertività della Cina e per le tensioni nell’Indo-Pacifico, incluse le aree del Mar Cinese meridionale e orientale e lo Stretto di Taiwan. Berlino, che negli ultimi anni ha aumentato la propria presenza militare nella regione, intende anche tutelare la sicurezza delle rotte marittime globali.

I due Paesi hanno quindi ribadito l’intenzione di coordinarsi su altri dossier regionali, tra cui la sicurezza nello Stretto di Hormuz, dove potrebbero contribuire a operazioni di sminamento in una fase post-conflitto. Pistorius ha dichiarato che queste potrebbero avvenire se necessario, ma solo dopo la cessazione delle operazioni di combattimento.

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